Sbamm

martedì 8 febbraio 2011

Criminale di Sto Cazzo


Sono un criminale. Criminale perché dico sempre la mia, che il più delle volte non è la loro.

Sono una bestia. Perché faccio quello che penso io, e il più delle volte non è quello che pensano loro.

Sono una merda. Perché cerco sempre di averla vinto io, il che significa che loro perderanno.

Sono una canaglia. Perché dico sempre la verità, e loro preferirebbero le bugie.

Faccio cagare. Ma se lo pensano loro, a me va bene così.

lunedì 22 novembre 2010

Sapere Poco, Sapere Tutto



Il segreto è puntare a non sapere quasi niente di tutto. La conoscenza maniacale di una singola materia ti rende utile per il mondo quanto una copia del libro di Cotto e Mangiato può esserlo per una casalinga analfabeta. Ma anche per qualsiasi altra persona sensata, a ben pensarci.

Il fatto è che discussioni infottate su un dato genere musicale, con tanto di citazioni di artisti misconosciuti o brani fondamentali per la sopravvivenza di una scena underground spina dorsale di un determinato genere, non servono proprio a un cazzo. O perlomeno sono totalmente inutili al restante 90% della popolazione cui non frega nulla di quello di cui state parlando e che preferirebbero essere a casa  vedere X - Factor.

Così come, a parte quel tipo con gli occhi strabici e la bava alla bocca che siede di fianco a voi e parla come D'Annunzio, a nessuno importerà granchè della vostra conoscenza esaustiva del fantastico universo della poesia. Garantito al limone.

Sapere qualcosina di musica, avere un'infarinatura di letteratura, una conoscenza base di cinema, rudimenti di calcio e qualche nozione della composizione del suolo lunare vi renderà invece un fottuto luminare, uno che può affrontare qualsiasi conversazione senza troppi problemi.

Chi ne sa di più è un inutile pazzo.





mercoledì 10 novembre 2010

Poveri Stronzi



Voi non potete immaginare quanto sia difficile vivere alla grande. Credete che sia semplice avere l'ultimo modello di auto di lusso, frequentare il club più fico del momento, andare a mignotte una sera sì e una no o pippare cocaina con costanza maniacale? Non lo è per un cazzo, ve lo dico io. 


È uno stile di vita che richiede sudore, dedizione e una grande determinazione. Sì, determinazione. È roba per gente con le palle, non per i perdenti. Solamente chi ha i numeri lo può fare. E fidatevi che anni passati a sputare sangue sui piatti caldi e sulle lenzuola di persone incontrate durante serate Vip ti segnano indelebilmente. 

Andare a lavorare ogni fottuta mattina, risparmiare per avere la certezza di riuscire a pagare il mutuo a fine mese, stare attento a cosa compri al supermercato, è tutta roba da falliti. Sono milioni, in tutto il paese, quelli che fanno così. Sono capaci tutti, che ci vuole?

Per questo meritano aiuto e compassione una giovanissima escort ambiziosa o un vecchio cantante che si è sputtanato capitali fra cocaina, auto e puttane. Loro sono dei poveri bisognosi.

E noi siamo solo dei poveri stronzi.

lunedì 1 novembre 2010

C'Eravamo Tanto Odiati



Voglio essere odiato. Perchè l'odio è un sentimento sincero, viscerale, conseguenza speculare dell'amore.


L'odio cela una forma di rispetto, di timore, di profonda stima. Sì, stima. Non si può odiare qualcuno che in fondo al cuore non si stima. Perchè per provare odio verso qualcuno, bisogna reputarlo degno di ricevere un sentimento. Che cazzo, non si può provare odio verso una pianta grassa o nei confronti di un vicino di casa che si comporta esattamente come una pianta grassa. L'odio è necessario almeno quanto l'amore, e spesso procedono di pari passo. Anzi, l'amore è un sentimento sopravvalutato, che senza la sua nemesi nemmeno esisterebbe. Basti pensare a Lupin e Zenigata, Luke Skywalker e Dart Fener o anche, perchè no, Sandra e Raimondo. Un po' di fottuto odio è vitale quanto il primo cocktail del giorno per un alcolizzato, fa bene a chi lo prova ed è gratificante per chi lo riceve.

Amate il vostro prossimo come amate voi stessi ma, vi prego, odiate me.

martedì 12 ottobre 2010

Storie di Merda



Non è che me le vada a cercare, è che ci finisco dentro. Com'è che era il detto? Quello della montagna e di Maometto. La montagna, nel mio caso, è fatta di merda e avanza a tutta velocità verso la mia faccia, pronta a colpirla. L'effetto non sarebbe proprio come quello che avrebbe una montagna che si schianta contro il povero Maometto. Sarebbe più come quando in televisione si lanciano le torte di panna in faccia. Ma qua la torta è fatta di merda.

Ho la capacità di cacciarmi in storie di merda sin da quando ero bambino. Come quella volta che, appena tredicenne, mi sono ritrovato nella stanzetta buia di un commissariato in compagnia di un tizio senza denti e una cicatrice in fronte lunga come la spanna di un uomo adulto (il che la dice lunga sulle dimensioni del tipo) e un travestito che non si capiva se era più disfato dalla cocaina o dai calci in faccia presi dalle Forze dell'Ordine. Che poi quando hai tredici anni non è che ti freghi granchè di trovarti dentro. Anzi, è persino eccitante perchè ti trovi catapultato nel mondo degli adulti. Solo con il senno di poi ti rendi conto di essere nel cestino della monnezza del mondo degli adulti. Ma al momento la più grande preoccupazione è che la notizia riguardante il tuo giro turistico al gabbio giunga alle orecchie dei genitori. Ed è matematicamente impossibile, finchè sei minorenne e hai dei genitori, che non ci arrivi. Così sono passato da una situazione di merda a un'altra. Da un cesso di commissariato alla crocifissione nello sgabuzzino di casa, nutrito solamente con anfetamine e panette di burro. L'aspetto positivo è che almeno non c'erano travestiti demoliti.

Un'altra volta, ma lì ero già maggiorenne, sono stato rapito. Non è una cazzata, tipo quando ti inventi un aneddoto impressionante per fare il figo con gli amici. Mi hanno rapito e portato in un posto buio e lontano, molto lontano, lontanissimo. Penso non fosse nemmeno su questo pianeta. In effetti l'accento con cui parlavano i tipi era strano, praticamente incomprensibile. Anzi, togliete il praticamente. So solo che mi sono trovato dopo qualche giorno con una faccia che non era la mia e la capacità di ruotare la testa di 360°. A volte trovarsi nella merda può anche avere aspetti positivi.

E ora mi ritrovo qui. Chi l'avrebbe mai detto, quando mi sono svegliato stamattina, che sarebbe finita così? In fondo era una giornata qualunque. Ho lavorato sodo, come ogni giorno. Sono un operaio specializzato. Ho un lavoro monotono ma tutto sommato mica male; produciamo souvenir da lancio. Pare che al momento sia l'articolo più richiesto dai terroristi di mezzo mondo. Finito il turno sono andato a prendere quella tipa conosciuta il giorno prima in quel negozio di armi. Oltre a essere una gran fica, sembrava pure una brava ragazza, educata e con la testa sulle spalle. Non avrei mai immaginato che avesse certe abitudini. E ora mi ritrovo qui, a sguazzare in una piscina piena di merda. E una volta che ti abitui all'odore, non è nemmeno così male.

domenica 10 ottobre 2010

Barzellette Raccontate Male


Non so voi ma io, per pagare l'affitto, mi vedo il più delle volte costretto a fare i salti mortali. Oh, che poi non è che abiti in una villa o un loft in centro. Sto in un cazzo di bilocale in provincia, comodo con il centro città ma pur sempre in provincia.

Ho vissuto in diversi appartamenti nella mia vita, sempre in affitto. Sempre uno alla volta. Da Londra a Milano, dalla città alla campagna. Ho sempre lavorato sodo, certe volte pure troppo. E ho sempre faticato a pagarli. Non è che voglio piangere miseria, lamentarmi del fatto che gli affitti sono alti, gli stipendi bassi e tutte quelle menate lì già sentite e risentite. Chi se ne frega, al momento sto comunque bene. Ho un tetto, il frigo pieno e qualche vizio soddisfatto. Per il futuro ci preoccuperemo più avanti.

Tutto bene, quindi. Si dice che i soldi non facciano la felicità, e ci si sta abituando sempre più all'idea.

Ma poi arriva sempre qualcuno a guastare la festa.  Tipo quell'anziano burlone di bassa statura che, durante un comizio, se ne esce con frasi del tipo: "Continuano a dire 'Berlusconi a casa', il che mi crea un certo disagio. Perchè disponendo di 20 case, non saprei in quale andare".

Non suona come una gran presa per il culo? Viene da pensare a chi ha l'ingiunzione di sfratto, chi ha rate del mutuo arretrate, chi a 40 anni è costretto a vivere con i genitori perchè non può permettersi un appartamento suo. Questa è l'Italia: un paese che non arriva a fine mese o ci arriva a stento. Questa è la realtà.

Tutto il resto è solo una barzelletta raccontata male.

mercoledì 6 ottobre 2010

Chi Non Cerca Trova


Ho imparato che quando cerchi una cosa non la trovi mai. Sì, lo so che è una scoperta del cazzo, ma ci sono momenti in cui ti rendi conto di qualcosa sperimentandone il contrario.

È come quando rovesci divani e svuoti vasi di fiori cercando di capire dove hai messo le chiavi di casa. Poi, quando sei rassegnato, decidi di sbattertene e ti siedi a bere una birra. Ed è lì che ti accorgi che le cazzo di chiavi sono in bella vista sul tavolo del salotto.

Così passi la vita in cerca di qualcosa, fra centinaia di persone, di esperienze e di cazzate. Perdi tempo, senza trovare quello che vuoi. Ti illudi che esplorando il fondo di bicchieri di cocktail, portaceneri, locali fumosi e miriade di luoghi che detesti ma che tenti di farti piacere per sentirti parte di qualcosa, prima o poi quella mancanza che avverti verrà colmata.

E poi scopri che quello che cercavi era lì, a lavorare al piano di sopra.